Sono sempre stata molto aperta a nuove scoperte, soprattutto in campo letterario. Mi piace leggere autori italiani più o meno conosciuti, ma non mi era ancora capitato di affezionarmi a uno in maniera particolare.
Poi ho scoperto Piergiorgio Pulixi. E grazie a lui ho capito che la narrativa italiana di genere si stava evolvendo in una direzione molto interessante.
Anche nel suo nuovo libro “Il nido del corvo”, Pulixi dimostra ancora una volta quella sua abilità nel costruire storie che tengono incollati alla pagina senza rinunciare alla complessità. Lasciate che ve le indichi, senza spoiler, come di consueto.
La prima cosa da segnalare, che a mio avviso è fondamentale in un libro, sono i diversi piani di lettura. Il primo livello, quello puramente narrativo in cui si legge una bella storia e finisce lì. E quello più profondo, il quale rende palesi alcuni dettagli che denotano un profondo spessore sia stilistico che di sensibilità dell’autore.
Fin dalle prime letture, mi è balzato subito agli occhi il continuum tra i capitoli: la fine di una scena funge da preambolo per l’inizio dell’altra. Ad esempio, mentre un tizio spegne la macchina nell’ultimo rigo della pagina, all’inizio del capitolo successivo un altro invece la accende. Ecco, per me questo dettaglio è pura poesia.

Pulixi ne “Il nido del corvo” utilizza molti tecnicismi polizieschi all’interno dei dialoghi tra i personaggi. Eppure, non risulta mai incomprensibile poiché spiega in maniera chiara di cosa si tratta. In pratica guida il lettore all’interno della narrazione senza appesantirla, fornendogli tutti gli elementi per leggere il romanzo in maniera fluida. i tratta di un meccanismo narrativo diffuso nella narrativa di genere (già osservato, ad esempio, in Dan Brown) e qui è inserito con naturalezza, senza appesantire il ritmo. Il risultato è una lettura fluida, guidata, ma mai didascalica.
Altra caratteristica a mio avviso importante che si evince durante una lettura approfondita e sentita de “Il nido del corvo” è la presenza nel testo di frecciatine nei confronti della società moderna. Sono sempre ben incastrate nella narrazione, parte di riflessioni ad alta voce che a un lettore superficiale fanno sorridere, a un appassionato fanno riflettere.
Ultimo ma non ultimo, ho molto apprezzato la presenza di una sorta di colonna sonora nel testo. Direte voi: non è una novità, un sacco di scrittori adesso inseriscono addirittura un QR code per farti ascoltare i brani legati al libro. Vero, ma qui il discorso è diverso. Le canzoni sono solo citate ma in una maniera tale da farti comprendere a fondo la psicologia del personaggio, poliziotto o serial killer che sia. In qualche modo, siamo anche la musica che ascoltiamo. E qui ne abbiamo una dimostrazione concreta.

Conclusione: “Il nido del corvo” si o no?
Decisamente sì, è una lettura piacevole, stimolante e intrigante.
—— Domande flash ——
Se potessi chiedere una cosa a Piergiorgio Pulixi, quale sarebbe?
“Quale reputi sia il luogo ideale per scrivere?”
Citazione preferita (no spoiler!)
“Per quanto si sforzasse di ricoprire quel pensiero con buone intenzioni, sapeva che alla fine l’esistenza non era altro che una lunga sequela di menzogne.”
Regaleresti questo libro a un amico o a un nemico?
L’ho regalato durante un evento di bookcrossing. Vedremo se la ragazza alla quale l’ho donato diverrà mia amica o nemica!
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