La prima volta che ho notato questo libro ero a Bratislava, intenta a perdermi in una libreria immensa con tanto di coffee shop al piano di sopra.
Dopo questo colpo al cuore, mi giro intorno cercando di non pensare all’ennesima batosta in fatto di traduzioni. La mia attenzione viene catturata da una copertina dark fantasy. Noto che anche i bordi sono disegnati con cura, da un po’ di tempo alcune case editrici utilizzano i fore-edge paintings.
Allo stesso tempo, alcuni booktoker (i book influencer di TikTok, per chi non lo sapesse) cercano di ricreare questo effetto incollando post-it colorati tra le pagine dei libri. A mio avviso, questa pratica non è altro che un atto di violenza gratuita su quelle pagine innocenti, che magari hanno anche donato tantissime sensazioni ed emozioni…
Scatto una foto e chiedo a Google se per caso c’è una versione italianadi “Alchimised”.
La risposta è sì. Finalmente una gioia.

Scarico l’estratto in ebook. L’inizio mi è sembrato promettente. Atmosfera fantasy con spunti dark, tanta magia, il mistero su Helena…
Di questo, però, dovevo assolutamente avere una copia cartacea, a prescindere dalla grandezza della mia libreria. Quelle pagine disegnate erano un capolavoro solo a guardarle. Così compio il grande passo: lo acquisto in libreria.
Dopo le consuete sniffate tra le pagine, ricomincio la lettura da dove l’avevo interrotta sul Kindle.
La trama continua a rivelarsi interessante, vado spedita… ma fino a un certo punto.
Arrivata a pagina 250 ho avuto la sensazione di leggere sempre la stessa scena, sentivo l’esigenza di una svolta epocale. La quale è arrivata, ma seguita nel capitolo successivo da un flashback della durata stimata di 500 pagine.
Quindi mi sono trovata davanti a un trivio:
- Leggere tutto, fino alla fine
- Saltare il flashback e arrivare alla conclusione della storia principale
- Abbandonare il libro
Questo episodio mi ha fatto riflettere sia sul fatto di non avere idea che esistesse effettivamente la parola trivio (pensavo averla inventata, grazie Treccani per avermi messo sulla… strada giusta), sia sulla posizione di noi lettori nei confronti dei libri che leggiamo.
Abbiamo l’obbligo morale di terminare un libro che non ci convince del tutto, oppure il tempo è talmente prezioso (e talvolta troppo poco) per portare avanti una lettura che non è del tutto stimolante, togliendo momenti preziosi a una storia più adatta a noi?

Conclusione: “Alchemised” sì o no?
Per essere stato definito un “caso letterario”, mi aspettavo di essere catturata senza pietà dalle pagine del libro. Ma così non è stato.
—— Domande flash ——
Se potessi chiedere una cosa a SenLinYu, quale sarebbe?
“Al prossimo magari ci teniamo sulle 500 pagine?”
Citazione preferita (no spoiler!)
“Suonava irrazionale, e infatti lo era, ma non poteva farci proprio nulla; c’era una scissione tra la sua ragione e la sua mente, una spaccatura che le avrebbe separate per sempre. Alla mente non importava se la paura avesse senso; voleva soltanto non voler tornare mai più indietro.”
Regaleresti questo libro a un amico o a un nemico?
Non credo sia un libro da poter regalare tanto alla leggera, data la complessità della struttura narrativa, della trama e la pesantezza oggettiva del tomo.
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