Avevo cominciato ad ascoltare questo libro tramite Audible. Mi stava piacendo particolarmente, ma un certo ritrovamento da parte della polizia mi ha fatta saltare letteralmente dalla sedia per lo stupore e per la naturalezza con cui è stato narrato.
Ho deciso quindi di acquistarlo in versione e-book (in generale preferisco il cartaceo, ma ci siamo trasferiti da poco e la libreria che ho nella nuova casa è già piena… so che mi siete vicini in questo momento di difficoltà).
Devo essere sincera: questo libro mi ha lasciato una sensazione strana, come se mi avesse preso e poi lasciato a metà strada.
Parto subito dalle note dolenti.
Ho iniziato a leggere “Il camaleonte” senza sosta, finché a un certo punto è risultato pesante. Mi è passata completamente la voglia di riprendere in mano il tablet per vedere come andava a finire. Non mi ritrovavo più a pensare in piena notte a come il protagonista avrebbe potuto gestire la situazione, come invece mi capita con i libri che mi catturano davvero.
Forse ciò è accaduto poiché esattamente al capitolo dieci (pagina 233 di 510) avevo intuito chi fosse il colpevole.
Quindi tutti i sopralluoghi, i ragionamenti, gli interrogatori da parte dei protagonisti mi sono sembrati banali se non inutili al fine della scoperta della verità.
In più, a tratti i dialoghi si dilungano troppo e lasciano trapelare dettagli che smorzano la suspense.

Come anticipato, però, ci sono anche aspetti che mi hanno colpita positivamente. Ad esempio la trama.
In un primo momento Peter Robinson lascia intendere che il fil rouge del libro sia il femminicidio. Questo tema, invece, viene completamente ribaltato in maniera inaspettata.
Un’altra cosa che mi ha colpita sono stati i particolari cruenti, grotteschi e senza filtri che qui vengono ben accompagnati, ben amalgamati nella narrazione, mai forzati, e mi hanno fatto sentire quel brivido che cerco in un thriller.
Mi dispiace solo aver scoperto questo autore dopo la sua dipartita, ma ho già spulciato tra le sue pubblicazioni e ho scoperto che ha lasciato un’eredità considerevole di testi. Che non vedo l’ora di leggere.

Conclusione: “Il camaleonte” sì o no?
Tra pro e contro c’è un buon bilanciamento, a mio avviso è una lettura che merita il suo spazio nella propria libreria (fisica o virtuale che sia).
—— Domande flash ——
Se potessi chiedere una cosa a Peter Robinson, quale sarebbe?
“Se incontri mio padre nel Paradiso degli Scrittori, abbraccialo da parte mia.”
Citazione preferita (no spoiler!)
“Se avesse solo giacchiato la moglie. Maggie restava spesso allibita di fronte all’indifferente rassegnazione verso la violenza domestica, persino da parte di una ragazzina come Claire. Sicuro, si sarà espressa male e sarebbe inorridita se avesse appreso i particolari della vita di Maggie a Toronto, ma le parole erano uscite con tanta facilità. Solo picchiato la moglie. Secondario. Non importante.”
Regaleresti questo libro a un amico o a un nemico?
Lo regalerei a un’amica in difficoltà, sono sicura potrebbe trarre ispirazione da Maggie.
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