Appena ho aperto il libro per iniziare la lettura, mi ha pervasa quell’odore che tutti noi bibliofili conosciamo bene. Ultimamente ho scoperto che ha un nome: bibliosmìa. Nasce dalla combinazione di cellulosa, lignina e inchiostri. Ogni libro ha un aroma unico, che cambia con il tempo, l’uso e la sua storia.
Bene, dopo aver analizzato la bibliosmìa tra le varie pagine, ho cominciato a immergermi nel mondo italiano descritto da Mary Shelley (Viaggio in Italia – ed. Colonnese). E ne è venuta fuori una riflessione sull’evoluzione del turismo contemporaneo.
Ciò che l’ha scaturita è stata la decisione della Shelley di soggiornare a Sorrento, non a Napoli centro.
Questa scelta non è lontana da quella intrapresa da molte persone oggi: alcuni preferiscono alloggiare lontani dal centro storico, nel quale si recano per una visita veloce nei punti principali. Sorseggiano la tipica “limonata a cosce aperte”* e mangiano una pizza da Michele, giusto per dimostrare a parenti e amici di aver vissuto la “vera Napoli”. Dopodiché se ne tornano beatamente nella penisola Sorrentina (o in Costiera Amalfitana) spesso in hotel isolati per godere della tranquillità, dei paesaggi struggenti, del lusso smodato.
I turisti comuni, invece, soggiornano al Centro Storico per visitare i luoghi più alla moda, in particolare ristoranti, rosticcerie e spritzerie, segnalati dai cosiddetti tiktoker.
Qual è quindi la differenza tra il turismo del tardo ottocento rispetto a quello del 2026? Semplicemente, la natura degli influencer.

Riflettevo, leggendo Mary Shelley, che gli opinion leader del 1844 erano i letterati. Il più scontato da segnalare è Johann Wolfgang Goethe il quale nel saggio “Viaggio in Italia” descrive la sua esperienza nella penisola, fonte di ispirazione per molti giovani aristocratici dell’epoca a intraprendere il gran tour. La stessa Shelley cita Samuel Rogers, poeta inglese del XVIII-XIX secolo, noto per il suo poema narrativo “Italy, a Poem” (1822).
Ai giorni nostri, invece, gli influencer raramente scrivono, preferiscono realizzare contenuti video. I cosiddetti “Travel blogger” sono seguitissimi soprattutto dai giovani. E cosa piace fare ai giovani? Divertirsi. Ecco quindi, parlando di Napoli centro, Piazza Bellini inondata di gente in fila da Peppe Spritz, mentre il Pio Monte della Misericordia – dove ricordiamo è conservata una delle opere più belle di Caravaggio – il Museo di Capodimonte, Palazzo Reale ecc, non presentano di certo le stesse code (tranne la #DomenicalMuseo in cui l’ingresso è gratuito).
È forse anche per questo che oggi si sceglie di soggiornare a Sorrento e non in luoghi come Bacoli, nonostante il boom di presenze dimostra come il turismo sul nostro territorio non sia più soltanto balneare. I tour continuano a concentrarsi su mete ormai cristallizzate (Pompei, Ercolano, Amalfi) mentre luoghi come le Cento Camerelle o la Piscina Mirabilis restano troppo spesso fuori dai percorsi turistici abituali.
Eppure, oltre a Goethe che notoriamente elogia la “Campania Felix”, lo stesso marito di Mary Shelley, Percy Bysshe Shelley, cita entusiasta il nostro territorio nella sua “Ode al vento occidentale” :
Tu che l’azzurro mar Mediterraneo
dai sogni estivi risvegliasti, mentre
cullato dalle onde cristalline
egli giaceva, accanto a un isolotto
di pomice nel golfo presso Baia,
e nel sonno palazzi antichi e torri
tremolanti guardava nella luce
del giorno che era ancora più splendente
dell’onda, ricoperti dagli azzurri
muschi e da fiori così dolci che
nel descriverli i sensi vengon meno!
Dunque, leggere “Viaggio in Italia” di Mary Shelley a mio avviso significa addentrarsi sia in una disamina storica e socio-culturale di quel periodo e, allo stesso tempo, riappropriarsi del significato più puro, profondo e consapevole del viaggio come occasione di ricerca, scoperta e crescita personale.

Conclusione: “Viaggio in Italia” si o no?
Assolutamente sì, per ritornare alle origini del turismo culturale nella nostra meravigliosa penisola.
—— Domande flash ——
Se potessi chiedere una cosa a Mary Shelley, quale sarebbe?
“Come mai non hai soggiornato a Napoli centro?”
Citazione preferita (no spoiler!)
“Ho come l’impressione di non aver visitato l’Italia prima d’ora, come se il fascino di questa terra mi sia stato rivelato adesso per la prima volta. I sensi, inondati di piacere, sussurrano continuamente: ‘Questo è il Paradiso’.”
Regaleresti questo libro a un amico o a un nemico?
Ad entrambi per ascoltare i loro punti di vista sull’argomento. A volte, il confronto, fa diventare gli amici nemici e viceversa.
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*Espressione tipica napoletana. Indica la limonata classica, con l’aggiunta di un pizzico di bicarbonato. La reazione chimica innescata fa fuoriuscire il liquido dal bicchiere, costringendo chi la consuma a sporgersi in avanti e, come riflesso incondizionato, ad allargare le gambe per evitare di bagnarsi.
ES